Oggi ci soffermiamo a parlare di una delle problematiche più trattate dai programmi televisivi di inchiesta. Nell’arco di un mese è facile imbattersi in servizi giornalistici in cui vengono denunciate le infinite tempistiche delle liste d’attesa per le visite mediche passate dal Servizio Sanitario Nazionale, ma vi è di più: in alcuni casi le liste vengono addirittura bloccate per non permettere il sopravvenire di ulteriori prenotazioni.
Inutile soffermarsi su quale sia la causa di tali non poco disagevoli situazioni: il nostro SSN, a causa dei molteplici tagli avvenuti nel corso degli anni, è chiaramente in una situazione di gravissima sofferenza. E così, i cittadini italiani che non possono permettersi una visita privata e devono usufruire di tale servizio sono costretti ad accettare il compromesso ed attendere periodi infiniti prima di poter accedere a quanto gli spetta.
Avete letto proprio bene, le prestazioni della sanità italiana sono un qualcosa che ci spettano, in virtù del dettato di cui all’art. 32 della Costituzione in cui si legge: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Proprio a sottolinearne l’estrema importanza, il diritto alla salute è l’unico riconosciuto come esser proprio dell’individuo all’ interno della nostra Carta fondamentale, mentre gli altri diritti previsti vengono riconosciuti solo come “dei cittadini italiani”.
Curarsi sarà pure un diritto, ma la sanità italiana sta pian piano cedendo e a farne le spese sono proprio i cittadini italiani; non a caso sempre più spesso c’è chi sceglie di non curarsi per i costi troppo elevati delle visite e/o delle prestazioni mediche o anche per le interminabili liste d’attesa. In molti non lo sapranno, ma nel caso in cui ci siano delle liste d’attesa lunghissime e/o addirittura bloccate è possibile farsi visitare privatamente pagando il solo prezzo del ticket.
A tal proposito, infatti, esiste un decreto (più precisamente il D.Lgs. n. 124 del 1998) che regolamenta le liste d’attesa e nel quale viene ordinato alle Regioni, insieme alle Aziende Unità Sanitarie locali e gli ospedali, di stabilire i tempi massimi che intercorrono tra la richiesta della prestazione e la sua esecuzione. Questo intervallo di tempo deve essere reso pubblico e dovrebbe essere comunicato all’assistito al momento in cui avanza la richiesta.
Una volta consultati i piani regionali Governo Liste di attesa (che si trovano sui siti online di ciascuna Regione), se si vede che i tempi massimi di attesa comunicati superano quelli stabiliti dai suddetti piani, si può chiedere che la prestazione venga fornita in intramoenia senza dover pagare il medico come “privato”, ma corrispondendo solo il ticket. Un diritto che può essere esercitato per tante tipologie di esami e visite specialistiche.
La differenza di costo è a carico dell’Azienda Sanitaria locale, e se il cittadino ha l’esenzione dal ticket, allora non paga nulla e il costo è a totale carico dell’Azienda Sanitaria locale.
Quanto detto vale anche nei casi in cui le liste siano opportunamente bloccate dalle singole ASL al fine di non permettere più l’arrivo di prenotazioni, i cittadini in questo modo non entrano nella lista e non possono fare la visita se non con l’avvento dell’anno nuovo. Anche in questo caso il decreto dà diritto alla prestazione in intramoenia pagando solo ticket, questo perché, bloccando le liste, l’ASL non è in grado, in maniera ancora più conclamata, di garantire il rispetto dei tempi, contravvenendo ai suoi doveri nei confronti del cittadino.
Cosa fare nei casi appena descritti? Il cittadino che si trovi in una delle due situazioni poc’anzi dette, dovrà compilare un modulo in cui richiede la prestazione in regime di libera attività professionale. Il modulo va intestato all’Azienda Sanitaria di appartenenza allegando la ricetta medica e la prescrizione del CUP: in tal caso è fortemente consigliato che chi prescrive applichi ed indichi un codice di priorità alla prestazione richiesta. Sulla ricetta potrà quindi inserire il codice U (urgente) per cui la prestazione dovrà essere erogata entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni le visite e 60 giorni la gli esami diagnostici, P programmabile. In tutti i casi non specificati dal medico, verrà data alla richiesta la priorità D.
Eravate a conoscenza di una simile tutela in risposta alle interminabili liste di attesa? Se ti riconosci in una delle situazioni poc’anzi descritte, ma non sai come muoverti puoi rivolgerti ai Professionisti dello Studio Legale Scaduto che sapranno aiutarti con la compilazione e l’invio del modulo per ottenere la prestazione in regime di libera attività professionale pur pagando il solo costo del ticket.

