Non possiedo animali ed il motivo è proprio l’estremo rispetto che in casa mia è sempre stato portato nei confronti di questi esseri viventi. Ho sempre desiderato un cane, ma mia mamma ha sempre ripetuto la solita frase: “Abbiamo una vita troppo movimentata, non siamo quasi mai a casa e non possiamo far vivere al cane un incubo” e aveva ragione.
Possedere un animale non è un obbligo, ma una scelta, è una decisione attenta che dev’essere ponderata responsabilmente e consapevolmente e che non può essere dettata da un estemporaneo, e a volte momentaneo, capriccio emozionale. È necessario riflettere, a lungo e bene, prima di instaurare un rapporto di piena e totale convivenza con un animale, dal momento che si va incontro ad impegno a lungo termine, che richiede dedizione e spirito di abnegazione dal primo istante, sempre e per sempre. Molto spesso si acquista o si adotta un animale domestico perché in quel momento ci si sente soli, magari perché ci troviamo in una fase temporanea della nostra vita in cui non abbiamo nulla da fare e possiamo dedicarci a lui, poi però le cose cambiano e quell’esserino animato che richiede cura e attenzione inizia a darci fastidio; anziché rimboccarsi le maniche per il suo benessere, la soluzione più facile, purtroppo, negli anni rimane sempre la stessa: abbandonarlo.
Scrivo questo articolo in una calda giornata di fine giugno, il primo dei mesi estivi in cui, secondo le statistiche, l’incremento del numero degli abbandoni in strada è presso che esponenziale: è proprio nella stagione estiva che si registrano le punte massime di animali abbandonati (25-30%) e si stima che ogni anno, in Italia, siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti, dati sconvolgenti.
L’abbandono di animali è un tema del quale si sente parlare soprattutto in estate, ma è un segno di inciviltà che si verifica, purtroppo, durante tutto l’anno.
Al di là di quelli che sono gli aspetti più puramente etici che devono essere presi in considerazione quando si decide di adottare od acquistare un animale, c’è un lato prettamente giuridico su cui vorrei porre l’attenzione del lettore: abbandonare un animale per la legge italiana è reato.
Infatti, in base al dettato dell’art. 727 del codice penale “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
L’abbandono di animali costituisce un reato sia nei casi in cui l’animale venga intenzionalmente lasciato in un luogo lontano dall’abituale abitazione, sia nel caso in cui si abbia affidamento a persona che non se ne occupi in modo adeguato.
Questa pratica, che la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale all’art. 6 definisce come “atto crudele e degradante”, purtroppo è abbastanza diffusa e sono sempre troppe poche le persone che prendono in considerazione la possibilità di lasciare l’animale in un canile, di modo che la struttura possa occuparsi di lui e di una eventuale nuova adozione.
Ma passiamo all’analisi della menzionata norma del codice penale: innanzi tutto il legislatore punisce coloro che abbandonano un animale domestico (anche delle specie esotiche, ad es. i rettili) o di chi lo tiene in condizioni incompatibili con la sua natura che gli provocano sofferenze.
Il reato di abbandono non scatta solo nei confronti del proprietario dell’animale, ma anche della persona che lo ha in custodia e se ne libera consapevolmente.
La norma in questione tutela tutti gli animali domestici (volatili compresi) ed anche quelli che vivono normalmente in allevamento.
Al secondo comma dell’art. 727 c.p. viene fatto riferimento altre due casistiche, ossia la detenzione di animali in condizioni non adeguate ed il maltrattamento: per la Legge la detenzione di animali in cattive condizioni è equiparata all’abbandono ed è punita con la stessa pena.
Pertanto, il proprietario di un animale che lo costringe a vivere in uno spazio buio e sporco, lasciandolo solo per diverse ore, può incorrere nel reato di abbandono di animali; inoltre, il medesimo reato si configura anche quando chi lo ha in custodia non se ne prende cura e lo lascia senza un adeguato nutrimento ed un’igiene opportuna, mettendo in serio rischio la sua incolumità.
Il reato di abbandono di animali: è un reato comune e cioè può essere commesso da chiunque ed è un reato perseguibile d’ufficio, il che significa che una volta denunciato il trasgressore il procedimento nei suoi confronti andrà avanti a prescindere dalla volontà di chi lo ha denunciato.
L’ elemento soggettivo di questo reato è quello della colpa ed il fatto che esso sia inserito nel codice penale tutela il sentimento di comune pietà nei confronti degli animali e promuove l’educazione civica contro la crudeltà gratuita e l’insensibilità. Gli animali sono, infatti, esseri senzienti che percepiscono, talvolta a livelli estremi, il dolore derivante da un possibile abbandono e dalla mancanza di cure idonee e per questo devono essere tutelati.
Il reato di abbandono di animali è un tema sempre attualissimo e delicato ed è stato più volte oggetto anche di numerose pronunce della Suprema Corte di Cassazione, la quale ha voluto precisare che: “le gravi sofferenze che integrano il reato di abbandono di animali non vanno necessariamente intese come quelle condizioni che possono determinare un vero e proprio processo patologico, bensì anche i meri patimenti, cioè quelle condotte che incidono sulla sensibilità psicofisica dell’animale, procurandogli dolore e afflizione”. Fra le sentenze più importanti sul tema ricordiamo:
- La sentenza n. 18892 del 2011 con cui la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto colpevole il proprietario che, avendo smarrito in modo accidentale il suo cane, non si era preoccupato di denunciarne la scomparsa né di ritrovarlo. Questo significa che, qualora l’animale dovesse essere perso in maniera involontaria, se il suo smarrimento non dovesse esser seguito da opportuna denuncia o tentativi concreti di reperirlo, si avrà comunque reato e responsabilità del padrone.
- La sentenza n. 13338 del 2012 in cui ha stabilito che il mancato ritiro di un cane dal canile municipale a cui era stato in precedenza affidato dal proprietario, per un breve periodo, costituisce reato di abbandono di animali.
Questo avviene quando è prevedibile che il canile dopo un certo periodo di tempo si liberi di tale cane.
Augurandoci che questa estate possa essere in qualche modo diversa dalle precedenti, anche se con vane speranze, vi invitiamo a decidere su un tema così importante consapevolmente e con cognizione dei cambiamenti che comporta la convivenza con un animale domestico.
In primis per una giusta etica morale ed in secondo luogo per non incorrere in scomode sanzioni da un punto di vista giuridico.
I Professionisti dello Studio Legale Scaduto restano a disposizione per qualsiasi altra info sul tema appena trattato e per eventualmente offrire consulenza a tutela dei nostri amici a 4 (o 2) zampe, basta scriverci all’indirizzo mail info@studiolegalescaduto.it
Intanto ci teniamo a segnalare il numero telefonico 113 per denunciare il ritrovamento di un animale abbandonato.

