Questo nostro primo approfondimento porta una data cardine per noi operatori del diritto: da oggi, 1° marzo 2023, entrano in vigore una serie di norme contenute nel d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, attuativo della l. 134/2021 (meglio conosciuta come “Riforma Cartabia”) le quali andranno ad operare profondi cambiamenti all’interno di vari ambiti del diritto, fra i quali anche quello del Diritto di Famiglia e dei Minori.
Noi professionisti dello Studio Legale Scaduto ci siamo prontamente attrezzati, grazie a testi e corsi di aggiornamento, per studiare e comprendere come tutelare al meglio non solo la posizione del coniuge intenzionato ad intraprendere un procedimento di separazione o divorzio, ma anche dei minori che si troveranno, per forza di cose, coinvolti.
Dunque, partiamo dalle cose semplici: si dà il caso che anche il soggetto più disinformato che abiti il nostro Bel Paese sia a conoscenza del fatto che i tempi della giustizia italiana sono estremamente lunghi, motivo per cui la Riforma Cartabia trova la sua ragion d’essere nell’impellente necessità di accelerare le tempistiche suddette. Tali modifiche volte a velocizzare la giustizia civile, seppur con le dovute perplessità che si sono ingenerate in Avvocati e Magistrati, riformano profondamente anche la branca del diritto di Famiglia e dei Minori.
Ma vediamo quali sono e saranno i cambiamenti maggiori:
– Innanzitutto si avrà un rito unico per ogni procedimento in materia di famiglia: con un unico atto sarà possibile richiedere separazione e divorzio giudiziale, la causa non avrà più due fasi con una prima comparizione davanti al Presidente (c.d. udienza presidenziale) ed una successiva davanti al Giudice istruttore, ma si avrà un rito unico, davanti ad un solo Giudice, che prenderà avvio con il deposito sin da subito di atti introduttivi che contengono la narrazione dei fatti e la lista dei mezzi di prova.
– Sarà dunque possibile presentare nel medesimo atto sia domanda di separazione che quella di divorzio, ma la possibilità di poter avanzare quest’ultima dipenderà dal soddisfacimento di due condizioni di procedibilità: la sentenza sulla separazione passata in giudicato e la cessazione, senza mai nessuna interruzione, della convivenza tra i due coniugi. Nei casi in cui siano stati stabiliti contributi periodici di denaro e assegni di mantenimento, il giudice potrà ordinare indagini, anche di polizia tributaria, sui redditi, i patrimoni e l’effettivo tenore di vita delle due parti.
– Sull’aspetto relativo ai minori che si trovano ad essere coinvolti nelle vicende di separazione e divorzio torneremo sicuramente con un prossimo approfondimento, dato che le accortezze avute dal Legislatore riguardo ad essi sono state molteplici e notevoli. Per il momento ci limiteremo a dire che i coniugi con figli sono chiamati a presentare, contemporaneamente con la domanda introduttiva, un “piano genitoriale” che illustri gli impegni e le attività quotidiane dei minori, relativamente alla scuola, alle eventuali attività extrascolastiche, sportive, culturali e ricreative, alle frequentazioni parentali e amicali, ecc…; un piano che contenga quindi tutte quelle informazioni utili che permettono al giudice di creare un piano ad hoc con cui modulare visite e collocamento dei figli minorenni. Rilevanza sempre più crescente viene data anche all’ascolto del minore, ma di questo ne parleremo nella sede apposita.
– Per ultimo, ma non per importanza, la Riforma Cartabia prevede l’istituzione, entro l’ottobre 2024, di un Tribunale Unico per le persone, i minorenni e le famiglie: si tratterà di Tribunali circondariali, nelle città più piccole, e come organo centrale un Tribunale distrettuale. In tal modo si potrà superare la frammentazione di competenze che, fino allo scorso 28 febbraio 2023, erano spaccate tra Tribunale ordinario, Tribunale per i minorenni e Giudice tutelare. Il Tribunale per i minorenni non verrà soppresso, ma trasformato in altre articolazioni. Restano escluse dall’innovativo accorpamento di cui si è appena detto solo le adozioni e i procedimenti di competenza delle sezioni Immigrazione.
Dunque, una riforma epocale quella relativa al diritto di famiglia, il cui impatto che avrà si misurerà in relazione anche ai mezzi e alle risorse nella disponibilità degli uffici e, soprattutto alla formazione degli operatori del settore.
Non resta che vedere se la celerità dei procedimenti promessa sulla carta dalla Riforma stessa sarà in grado di concretizzarsi nei fatti, augurandoci che, vista la carenza di personale di cancelleria e di magistrati specializzati in tale ambito, le modifiche introdotte non vadano a penalizzare la decisone finale.
Per altri approfondimenti continua a seguirci, e in caso di dubbi o curiosità, non esitare a contattare i nostri Professionisti.

